E’ nata una stella, pardon…… una Skilla


La formazione che mancava, o meglio che pochi potevano avere ora c’è ed è a disposizione di tutti.

Skilla

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Cloudea è partner di Skilla perché crede che in questo periodo di rivoluzione il cambiamento è accelerato se le persone imparano ad essere più dinamiche e flessibili e apprendono le “abilità” necessarie per comunicare nel nuovo mondo.

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Oggi le aziende che non sanno comunicare con gli strumenti adeguati, e per certi versi la email è uno strumento vecchio, si trovano in una pessima situazione perché pur avendo buoni prodotti perdono di fronte ad aziende che utilizzano bene i nuovi strumenti e quindi hanno un vantaggio competitivo.

Il problema è grave perché avendo costi più alti di processo, poca innovazione e creatività e non attraendo i giovani talenti, si stanno costruendo una fossa, ma non si rendono conto che stanno sbagliando perché non riescono ad immaginare un modo diverso di comunicare da quello che utilizzano da anni.

Del resto anche quando l’invenzione della stampa diffuse i libri, coloro che non sapevano leggere e scrivere, facevano comunque affari ala vecchia maniera mentre coloro che sapevano leggere e scrivere lavoravano meglio ed essendo informati alla lunga ebbero più successo.

Ora le aziende sono a metà del bivio anche generazionale però in Italia le redini del potere sono ancora in mano a persone “analogiche”.

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Skilla è una formazione multimediale che rivoluziona il modo di comunicare e fare formazione ed in quanto tale sarà immediatamente apprezzato dalle aziende che sanno innovare. Nasce dall’esperienza di Amicucci Formazione nelle grandi aziende italiane. Ora le PMI possono avvalersi di questi supporti formativi per migliorare il proprio capitale umano e raggiungere vantaggi competitivi esattamente come le grandi organizzazioni ma con investimenti limitati e finanziabili dai fondi di categoria.

Se volete avere informazioni su come sviluppare un progetto formativo finanziato con SKILLA e vederlo in azione contattaci attraverso questo modulo

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Oggi ci ha lasciato Steve Jobs….in piena rivoluzione


Oggi ci ha lasciato in eredità la realtà del personal computer connesso ad una rete di servizi e coccole che vengono dalla rete, un sistema di collaborazione personale e sofisticato, pieno di applicazioni che rendono i possessori di Apple più ricchi di ogni altro in quanto a tecnologia disponibile.

E’ anche rilavante il fatto che il suo successore Tim Cook viene definito “Appassionato di design minimalista e genio del marketing” segno che la tecnologia del futuro sarà scontata e dentro involucri sempre più belli, ma soprattutto accessibili e la complessità sarà lasciata alle grandi centrali di Cloud Computing in giro per il mondo. Apple è principalmente “personal device” e servizi oggi chiamati Cloud, che da sempre erano a disposizione dei propri clienti. Il resto dell’informatica sono server, complessità, alti costi di gestione e personale tecnico che spesso ha enormi difficoltà di relazione e anche nel dimostrare il proprio impatto sul business.

E’ un momento di cambiamento e la rivoluzione in corso è stata creata anche da Steve Jobs, che con i suoi  iPhone, iPad etc… ha cambiato la percezione della tecnologia informatica da strumenti per ufficio a “status symbol”  per managers. La solita moda, ma ci vuole anche quella per diffondere una cultura, e qui si tratta di accedere alla nuova comunicazione.

In passato c’erano le persone analfabete e vivevano bene lo stesso, ma quelle che sapevano leggere e scrivere avevano accesso alla informazione ed alla cultura e vivevano meglio. Oggi ci sono le persone che comunicano in modo tradizionale e vivono tra noi bene, ma quelle che entrano nel nuovo mondo della comunicazione vivono meglio e le proprie aziende hanno processi più snelli e meno costosi. La tecnologia Cloud porta questa alfabetizzazione a tutti, il resto è Marketing per la diffusione ed educazione delle persone per l’utilizzo.

Steve  ha contribuito secondo me in modo unico e determinante alla “alfabetizzazione” tecnologica della nuova comunicazione tra le persone perché ha aggiunto ai sui  prodotti la semplicità, l’accessibilità e la bellezza, ed ora tutti lo copiano.

La notizia

Grazie Steve   

La produttività: The Art of doing things faster and better!


La produttivita’ e’ un Arte che permette alle persone di agire in modo piu’ efficiente ed efficace di altri nella gestione del proprio lavoro, della propria vita per quanto riguarda gli aspetti organizzativi del tempo. Ovviamente non coinvolge la sfera di sentimenti pero’ alcuni aspetti come la creativita’ possono aiutare a trovare soluzioni innovative che aumentano la propria produttivita’. Per produttivita’ personale si intendono i processi strutturati che ognuno utilizza per gestire il proprio tempo. Nelle organizzazioni l’impatto driver processi di gestione dell’ efficienza personale e’ mediato dalle relazioni tra i processi degli altri membri dell’ organizzazione e non esiste nessuna regola che dimostri che la somma delle produttivita’ individuali corrisponda alla produttivita’ dell’ organizzazione. Per agire sulla produttività delle organizzazione oltre che sulla produttivita’ delle persone che la compongono e’ necessario agire sugli aspetti relazionali e quindi sui processi di comunicazione e collaborazione delle organizzazioni. Un semplice esempio. Un gruppo di persone deve completare il documento, il tempo di percorrenza del documento non è solo commisurabile alla produttività di ogni persona impegnata nella sua compilazione, ma anche alla velocità con cui le persone comunicano tra di loro. I processi di comunicazione e collaborazione si danno per scontati e le persone utilizzano al lavoro spesso strumenti a cui sono abituati anche nella vita privata come il messenger, non avendo spesso in alternativa strumenti professionali.

La visione Tayloriana della produttività descrive una catena di montaggio in cui tutte le persone si adeguano ai ritmi imposti dalla fabbrica. Oggi non può essere così pertanto non basta inserire il workflow documentale per aumentare la produttività, ma senza dubbio sono necessari strumenti aziendali di Business productivity oltre a apparati come PC e Smartphone adeguati all’evoluzione della tecnologia. Io credo che investire in produttività non sia sono investire in tecnologia ma senza dubbio essere aggiornati ed utilizzare sistemi professionali aiuta molto le persone a lavorare in modo più produttivo. Come si misura il ritorno su questi investimenti invece è ancora molto difficile da stabilire. Senza dubbio è più semplice collegare il ritorno all’esecuzione di processi particolarmente importanti per l’organizzazione che se eseguiti in modo più produttivo evidenziano il ritorno dell’investimento ma ogni azienda ha i suoi processi sensibili. Ad esempio una azienda petrolifera che debba nelle consociate estere gestire in modo più produttivo una Joint Venture per l’estrazione del grezzo con i sui partner, ha un processo molto sensibile che ogni mese avviene, in gergo è denominato “chiamata fondi” dove i fondi sono milioni di $ che devono essere recuperati dai partner in business a fronte di spese anticipate e documenta te nel mese. Ebbene se si impiegano 1, 2 o 3 settimane nella compilazione del documento di richiesta fondi cambia la remunerazione finanziaria visto che i soldi anticipati sono tanti. Quindi quando presentai i processi di comunicazione e collaborazione evoluti di Microsoft al responsabile delle Operation di Eni il suo commento fu: questo ci farebbe risparmiare alcuni centesimi di $ al barile nell’estrazione del greggio. Un manager che conosce ottimamente i processi della sua azienda non ha difficoltà a vedere come i sistemi efficaci di produttività basati sulla collaborazione possano essere efficaci e dove conviene investire.

La produttività aziendale quindi è differente da quella personale e ci vogliono entrambe per ottenere un elevato livello di produttività nelle organizzazioni. L’impatto poi che la produttività aziendale ha comunque si può misurare sempre in tempo risparmiato nei processi sensibili che consumano risorse sia personale che altro. Non basta fare semplicemente il costo orario della persona per il tempo risparmiato anche se questo indicatore seppur basico da una sensazione di come il ritorno dell’investimento possa essere ampio. E’ necessario misurare come nelle fabbriche il tempo di esecuzione dei processi sensibili end to end. Ad esempio quanto ci impieghiamo adesso che utilizziamo un nuovo sistema di collaborazione a completare le offerte ai clienti rispetto a prima. E’ necessario impostare qualche KPI non monetaria che sia significativa, misurarla prima e dopo l’investimento.

Ma cosa sono gli investimenti in produttività? Tutti sanno cosa sono gli investimenti nei sistemi informatici gestionali ma pochi sanno che l’obiettivo di essi non è l’aumento di produttività delle persone, ma solamente l’aumento e la semplicità del controllo dei risultati aziendali. I sistemi ed i processi gestionali sono indispensabili per il corretto funzionamento dell’impresa; una volta consolidato il sistema gestionale, l’azienda deve porsi il problema della produttività, perché spesso i sistemi di controllo hanno diminuito la produttività dei processi perché costringono le persone ad un maggiore overhead di lavoro in processi strutturati e controllati che sono più pesanti da gestire di prima, anche se come dicevo indispensabili. A questo punto il recupero di produttività si deve fare con l’adeguato inserimento di sistemi di gestione condivisa delle informazioni e sulla collaborazione documentale, in modo che tutti i form ed i documenti richiesti dal nuovo sistema gestionale siano compilati e gestiti con il minor impegno possibile dalle persone. Ecco la necessità di sovrapporre al sistema gestionale il sistema ed i processi di produttività che si basano su strumenti Office evoluti che comprendono mail, collaboration documentale, content management Unified Communication, Business Intelligence, utilizzabili anche via web ed in mobilità con lo Smartphone. Le persone come sono addestrate ad utilizzare il sistema gestionale possono essere adeguatamente addestrate ad utilizzare in modo efficace il sistema di produttività aziendale, per ottenere il massimo ritorno dall’investimento fatto. Esistono sul mercato diversi fornitori di questi sistemi ma i migliori sono senza dubbio Microsoft e IBM, con una differenza sostanziale, l’integrazione con il mondo Office sul desktop che Microsoft valorizza al massimo mentre IBM minimizza.

Dal punto di vista di gestione di sistema informativo però la coerenza delle applicazioni Microsoft rispetto alla necessità di investimento in integrazione degli strumenti IBM pone il primo in una posizione di assoluto vantaggio per i sistemi di produttività. Oggi ci potrebbero anche essere delle scelte differenti come Google.com con Google Docs, rinunciando però a tante funzionalità che sono presenti solo nel mondo Microsoft, a favore di un costo di avviamento inferiore. Alternativamente sono molto interessanti i sistemi di Microsoft online che coniugano la riduzione dell’investimento con la completezza di strumenti.

Cosa c’entra Dell con Toyota passando per Microsoft?


La risposta è Windows Azure. fare applicazioni per servizi Cloud non è mai stato così facile e Dell e Toyota ne hanno subito approfittato per sviluppare i rispettivi mercati.

Sviluppare una applicazione e renderla disponibile ai propri clienti non è mai stato così semplice, non solo per il colossi di quel calibro, ma per tutti. Largo alle idee quindi, e senza investimenti milionari. Bastano infatti € 42,52  al mese per avere a disposizione un server virtuale su cui realizzare e mettere in linea la propria applicazione. Nessuna conoscenza sistemistica di base, ed una conoscenza da sviluppatore dei sistemi Microsoft tradizionali come Visual Studio.

Nella classificazione creata per comprendersi in questa nuova babele dell’informatica si chiama offerta PaaS, Platform as a Service. In pratica chi ha le idee vince e con investimenti limitati realizza la propria idea, che, se cresce farà crescere anche la spesa per utilizzarla ma senza sorprese ed in modo lineare, tanto guadagno tanto spendo, nessun investimento iniziale o particolare capitale di rischio immobilizzato in complessi server, database e data center con costi di gestione bloccanti per ogni semplice iniziati. Basta una carta di credito, un o di fondi e si è subito operativi.

Le aziende dovrebbero cambiare l’approccio alle applicazioni come stanno facendo per il CRM e la collaboration. Ora tutte possono permettersi soluzioni sviluppate ad hoc da persone esperto senza la complessità di gestione dei server ed i relativi oneri finanziari immobilizzati. L’applicazione non serve più? si spegne il server nel senso che si disdice l’abbonamento con Microsoft ed il gioco è fatto, niente da riciclare.

Sembra troppo bello, ma c’è il trucco, almeno per ora: comprendere a fondo le implicazioni in termini di costi complessivi e risparmi di una scelta di questo tipo è “roba da esperti” quindi non per il grande pubblico. E’ vero che magari non servono più i sistemisti ma bisogna comunque districarsi tra i meandri dell’offerta per determinare il “prezzo” che si andrà a pagare a fine mese e dimensionare bene l’acquisto in termini di transazioni e capacità di calcolo. Niente paura, Microsoft a pensato a tutto e viene in aiuto con il calcolatore web che aiuta a verificare se il risparmio vale un cambio così drastico di approccio.

In genere se non si ha già a disposizione capacità di calcolo non utilizzata o si vuole realizzare una applicazione distribuita a utilizzatori dispersi per il mondo la scelta “Cloud” diventa una alternativa molto interessante al modo tradizionale di sviluppare e gestire l’informatica aziendale.

Si consideri anche che le applicazioni Windows Azure, sono semplicemente integrabili con le altri componenti “Cloud” di Microsoft per la gestione della collaboration (SharePoint) e del CRM, quindi se non tutta molta dell’informatica di una organizzazione può diventare un costo variabile in base allo sviluppo del business invece di essere come oggi un costo fisso.

Venite a vedere come anche il database di Microsoft è acquistabile con abbonamento mensile ed utilizzabile senza infrastruttura locale alla http://www.sqlconference.it il 19, 20, 21 Aprile a Fiera Milano. Nell’area Expo ad ingresso gratuito i partner presenteranno soluzioni innovative legate al “Cloud Computing”

il Cloud per tutti: Office 365 beta pubblica in arrivo


Office 365 da provare ad Aprile, finalmente!!! Questa è una innovazione…..non innovativa perché avremmo voluto averlo già da un anno, appena era uscita la versione 2010 degli strumenti di produttività più “produttivi” è mancata la versione Cloud, cioè “per tutte le tasche” di questi strumenti. Mi fanno sorridere gli articoli come questo che parlano di “nuovo attacco a Google”. Paragonare il “cloud” di Microsoft a quello che fa Google è come paragonare Hotmail (che ha inventato il la posta pubblica anni prima di Gmail) ad Exchange oppure paragonare Lotus Notes (che ha inventato il Groupware) a Google. Siamo su territori, anzi pianeti molto differenti. Office 365 è il servizio di comunicazione e collaborazione per le Aziende di ogni dimensione. Google nesce e cresce nel mondo “Consumer” cioè delle persone a casa e può vantare successi su MSN e Yahoo ma non certo nelle organizzazioni che lavorano perché non sta offrendo un valore distintivo per il momento, ma sta vendendo impacchettata in modo differente lo stesso servizio che offre gratuitamente a tutte le personeSorriso . Pagare 40€ per persona all’anno per avere una cosa che posso avere gratuitamente non significa acquistare un valore, mentre pagare ad esempio 100€ per persona all’anno con Microsoft all’anno acquistando ed utilizzando servizi che se dovessi attivare nella mia azienda mi costerebbero almeno 20.000€ per iniziare e poi 5000€ all’anno per gestirli, credo sia un valore enormemente diverso. Quindi non confondiamo quello che sta facendo Microsoft nel “Cloud” e stanno facendo Salesforce.com o Vmware o Ibm con quello che “dice” di fare Google.

Google fa bene il suo mestiere, mettere “internet” a disposizione delle persone e gestire l’interscambio di informazioni e visibilità nella rete, e da questo lavoro trae enormi benefici economici, ma pensare che dia strumenti di produttività per le Aziende è pensare all’informatica nella propria impresa con un approccio amatoriale.

Come sempre la cosa migliore è “provare” per capire. Provare Office 365 è possibile con la beta, e se lo fate bene comprenderete come questa innovazione crei un nuovo livello di produttività sul lavoro con una spesa affrontabile da tutti. E’ la “democrazia” del cloud, permettere ai lavoratori della conoscenza di ogni tipologia e dimensione di azienda di usare gli stessi strumenti di produttività professionali che solo le grandi organizzazioni fino ad oggi potevano permettersi con investimenti milionari.

Office web, Office sul PC in affitto, Exchange, SharePoint e Lync, tutto il meglio all’ultima versione dei migliori strumenti di produttività per il business in abbonamento mensile al presso di un abbonamento ADSL o di Sky. Questa è la rivoluzione nel mondo dell’informatica professionale.

Io da mesi utilizzo la versione attuale di Office 365 basata sulle versioni 2007 del software di produttività di Microsoft e con 8,52 € al mese ho le stessa infrastruttura come privato che usano i miei colleghi dipendenti di Microsoft. Perché chi sceglie la tecnologia informatica nelle aziende spesso non offre alla propria organizzazione lo stesso livello di produttività? I motivi sono molti ma principalmente la “non informazione corretta” che l’overload informativo di oggi ci costringe a subire è determinante nelle scelte delle persone. Quindi informate, provate, testate e poi scegliete, non fermatevi ai luoghi comuni ma provate i servizi di persona, attivate le versioni trial del “Cloud” di uno e dell’altro fornitore, fate come fareste con gli operatori telefonici o le banche, scegliete dopo avere provato e sentito gli amici più esperti e senza pregiudizi.  Oggi la tecnologia ci permette di scegliere e utilizzare il meglio, perché vi accontentate di meno per la vostra azienda? In attesa di Office 365 potete già provare molto qui.