Evento unico di formazione tecnica sul nuovo Database di Microsoft SQL server 2012 a Milano 28 29 Marzo


Vorrei segnalarvi questo evento unico di formazione tecnica in modo che possiate divulgarlo all’interno della vostra azienda.

image

Si tratta di un database è vero ma è la base su cui si appoggia lo SharePoint che utilizzate. Ogni volta che esce un nuovo database le applicazioni che si possono realizzare sono sempre più potenti, innovative e vicine agli utilizzatori per semplicità ed efficacia. Anche questa volta Microsoft ha migliorato il suo software con funzionalità importanti.

image

Quest’anno l’occasione delle SQL conference è particolarmente ghiotta perché sarà la prima conferenza in Italia di approfondimento tecnico su un prodotto basilare della piattaforma Microsoft. L’attesa è grande e finalmente a fine Febbraio sarà lanciato SQL Server 2012 «codename Denali».

Si tratta quindi di un rilascio molto importante, probabilmente il più importante da SQL Server 2005, nel segno della continuità (SQL Server 2005 segnò una discontinuità più forte per i servizi di Business Intelligence) e con un numero più grande di nuovi servizi e opportunità per tutti gli sviluppatori.

Per apprendere le novità di SQL Server 2012 sarà possibile partecipare al lancio virtuale dell’8 Marzo iscrivendosi QUI,  con molte sessioni di formazione introduttive e gratuite che saranno disponibili online sul sito di Microsoft.

Il 27 Marzo presso Microsoft a Milano  nel  Centro Congressi del nuovo Innovation Campus  a Peschiera Borromeo (Milano)  

Per un maggiore approfondimento su SQL server 2012 infine l’evento da non perdere è la Microsoft SQL Server & Business Intelligence Conference 2012, che si terrà presso la nuova sede di Microsoft il 28 e 29 marzo 2012

Per maggiori informazioni e per iscriversi SQL Conference 2012

Quando la formazione incontra il “Cloud”: una rivoluzione


Sto partecipando al lancio di una nuova iniziativa dell’effervescente Franco Amicucci e della sua Amicucciformazione, perché l’apprendimento oggi è importantissimo, ma soprattutto perché abbiamo fatto incontrare il Cloud Computing e la sua filosofia dei servizi remoti in abbonamento con la formazione ed è nata Skilla (il link non posso darvelo perché il sito è in test), che sarà disponibile su internet a breve.

Per tutti i formatori d’impresa, per i gestori del capitale umano e gli operatori che hanno a cuore le proprie risorse, finalmente è possibile realizzare la formazione continua, efficace, con poco impegno di tempo e soprattutto per tutte le tasche. Nell’era della riconversione delle risorse verso un più basso costo e prezzo, la formazione acquista un nuovo approccio che non è ne e.learning, ne aula, ma “…PILLOLA”.

Le pillole formative di Franco sono ormai famose , perché utilizzate più di 60 grandi aziende italiane ed anche all’estero, e il database che Amicucciformazione ha costruito negli anni di attività formativa, contiene ormai più di 500 di queste perle di saggezza. L’investimento che è stato fatto per rinnovare le pillole, standardizzarle e renderle accessibili a tutti prenderà luce tra poche settimane, e ne sentiremo parlare.

In anteprima la home page

skilla home 1

E’ una vera e propria rivoluzione nel mondo della formazione, perché collega l’approccio “Cloud” molto di moda oggi per definire tutti i servizi professionali accessibili via internet in abbonamento, con il contenuto ricco ed efficace per la crescita del capitale umano ed intellettuale che Amicucciformazione aveva in magazzino.

E’ un e.commerce di pillole allora? In pratica si, ma permette, con la sua versatilità di realizzare tanti altri scenari, tra cui, una rete vendita sul territorio, formatori certificati che usano le pillole in percorsi denominati “blended” cioè Pillola, Aula, Pillola, progetti formativi completi e convenienti per le piccole aziende e gli artigiani, configurazione personalizzata dei percorsi formativi etc….tutto grazie a Skilla, un vero e proprio motore per la rivoluzione formativa del nostro paese.

Mi perdonerà Franco se provo a dare la mia interpretazione cioè quello che ho capito io partecipando alla presentazione del progetto.

Le pillole sono un condensato di sapienza e conoscenza concentrata in pochi elementi multimediali, dedicati ad un tema. Quelle di Skilla sono standardizzate e contengono tutte i seguenti ingredienti:

  • introduzione, tutorial
  • una sitcom o cartoon
  • un test sugli skills con post-it
  • un gioco didattico
  • una scheda tecnica di veloce riferimento
  • una pdf stampabile di sintesi
  • una analogia artistica (perché in Italia e abbiamo un patrimonio inestimabile che tutti ci invidiano ma non sappiamo valorizzarlo)
  • riferimenti a libri per approfondimento della tematica

image

Tutto questo contenuto può essere visualizzato su qualsiasi apparato, anche Smartphone, quindi essere portato sempre con se per essere utilizzato all’occorrenza.

I temi trattati dalle pillole di Skilla sono i più disparati, dalle capacità di vendita a quelle di relazione, insomma sono coperti tutti i Soft Skills aziendali , ma anche i corsi obbligatori come quelli della 626 sono trattati.

La pillola,  finalmente a disposizione delle PMI italiane, è una “droga” per la crescita del capitale umano e della produttività del sistema paese, questa è la vera rivoluzione. Basta inutili corsi in aula , con la pillola si possono progettare dei corsi “blended” che sono veramente efficaci, perché le persone arrivano preparate, avendo avuto la possibilità ed il tempo di “ingerire” le pillole sull’argomento, approfondiscono in aula con esercizi e simulazioni pratiche e ripassano per il resto della vita ovunque con la pillola sempre a portata di mano. Pensate al corso sul “parlare in pubblico”; quando mi serve? Prima di andare sul palco davanti a 200 persone  e allora ecco che mi rivedo la pillola sullo Smartphone la mattina stessa.

Ho pochi soldi e tempo da investire e non posso permettermi corsi in aula, mi guardo la pillola e approfondisco con i libri suggeriti, la guardo e riguardo e faccio gli esercizi, apprendo con facilità senza sforzo, tutto questo con pochi €. Le grandi aziende che hanno incontrato Amicucciformazione già usano questa droga per la crescita, finalmente SKILLA la distribuisce a beneficio di tutto il tessuto economico e sociale italiano.

Inoltre le aziende che possono accedere a finanziamenti per la formazione trovano nelle pillole la sostituzione condensata di ore d’aula valide e certificate, materiale didattico finanziabile dai fondi preposti come ad esempio Fondimpresa.

Insomma, anche nella formazione come nell’ICT niente sarà più come prima dopo l’innovazione che Franco Amicucci ha deciso di portare al grande pubblico aziendale.  Devo dire che non è stata una decisione facile per lui perché significa sviluppare la propria società da atelier della formazione verso il pret-a-porter, per fare paragoni con il modo della moda. Si profila all’orizzonte un periodo di super lavoro e super responsabilità, proprio oggi che era “arrivato” con una azienda solida, risultati importanti e ancora molto da fare con il suo target storico delle grandi aziende.

Io sono contento della sua scelta coraggiosa e lungimirante e  spero che questa “droga” benefica per la salute mentale arrivi in fretta fino ai supermercati in modo che tutti imparino, ad esempio, a comunicare in modo “assertivo” come ci insegna una delle sue migliori pillole, così avremo meno “maleducati” in giro per le strade, oltre che negli ufficiSmile

Dai canali di comunicazione alla piattaforma, una sfida per HR


Un anno fa in occasione della preparazione alla SharePoint conference 2010 di Marzo scrivevo questo post che riporto integralmente;

…..

Documenti, documenti, documenti,……e quindi “gestione documentale”, problema da risolvere; ma siamo sicuri che tutta la nostra conoscenza e le informazioni debbano essere contenute in documenti? Oggi che la conoscenza planetaria è sul web, nelle nostre povere organizzazioni di business siamo sommersi da documenti, ma anche mail, fogli excel etc… Poco importa se sono cartacei o digitali, anche se la gestione dei documenti digitali è di gran lunga meno onerosa, quello di cui non riusciamo a liberarci è la “conoscenza documentale”.  (altro…)

Allineare ICT al Business: missione impossibile?


Colgo lo spunto della CIO survey di Net Consulting presentata ormai qualche mese fa (Settembre 2010) ma più che mai attuale per parlare di un tema che mi sta da sempre molto a cuore. L’allineamento delle scelte di investimento ICT al Business. vediamo innanzitutto cosa emerge dalla survey

image

Al primo posto nelle priorità dei CIO nel 2010 è “finalmente” l’allineamento delle strategie al Business, mentre nel 2009 al primo posto c’era ancora un tema ICT come la virtualizzazione. In realtà conosco molte aziende che sono ancora nel bel mezzo del piano di consolidamento e e virtualizzazione ma diciamo che il trend dell’allineamento è rilevante per quelle aziende più innovatrici che hanno saputo negli anni scorsi risolvere i problemi di infrastruttura obsoleta e creare una solida base per ripartire con i servizi di business veramente utili alle persone invece che auto referenziarsi con i soliti investimenti da esperti in camice bianco.

Ma vediamo in pratica cosa significa

image

Innanzitutto emerge prepotente il tema dell’analisi dei dati, della Business Intelligence, che insieme al CRM  ed al Content Management rappresentano le principali crescite di investimento dal 2009 al 2010. Le aziende do ogni dimensione stanno prendendo coscienza che il mondo delle informazioni va gestito, analizzato e da esso si possono trarre molti vantaggi competitivi sui concorrenti. SharePoint 2010 che è uscito proprio a metà del 2010 possiede una suite completa per l’analisi e la visualizzazione dei dati ed il CRM di Microsoft è costruito su base documentale SharePoint ed integrato con Office. A settembre inoltre Gartner posiziona SharePoint come migliore infrastruttura di portale, Allineare ICT al Business vuol anche dire dare finalmente alle persone che lavorano dei servizi semplici e familiari e integrati nel mondo di Office, non fornire applicazioni frammentate che risolvono ognuna un solo problema e costringono le persone ad imparare diversi tool informatici per svolgere il proprio lavoro. Da anni i “tecnici” per mantenere il proprio ruolo, si complicano la vita e complicano la vita agli “utenti” con scelte costose e complesse da gestire. Ora che abbiamo più tecnologia semplice ed efficace a casa che in ufficio, i budget dell’ICT negli Stati Uniti sono addirittura rigirati in buona parte al business che può liberamente scegliere device e soluzioni all’interno di un portafoglio gestito dall’infrastruttura con un buon grado di libertà. Allineare ICT al business significa anche attrezzare l’ICT per seguire la variabilità e velocità delle scelte di business che sono necessario per essere competitivi, che spero facciano tramontare definitivamente le risposte dei “tecnici” del passato che di fronte alle richieste del business rispondevano con un secco “non si può fare”.

Impatto economico di Office 2010


Better together, meglio insieme dice Forrester di Office 2010 e Sharepoint e lo dimostra anche in uno studio di cui trovate qui la presentazione. In sintesi la società di analisti americana ha applicato la sua metodologia TEI (Total Economic  Impact) che consiste in:

  • raccogliere le informazioni dalle ricerche di mercato
  • intervistare le persone di prodotto di Microsoft
  • intervistare in profondità persone di 7 organizzazioni che utilizzano Office 2010 a partire dalla versione beta
  • creare un modello organizzativo che raggruppa le caratteristiche rilevate insieme e popolare il modello finanziario collegato
  • finalizzare i report sui costi e benefici emergenti dal modello finanziario costruito sulle interviste e raccolta dati nelle organizzazioni che usano Office 2010

Questa metodologia forse è l’unica che permette di rappresentare economicamente in modo abbastanza oggettivo le quantità che emergono dal risparmio qualitativo in produttività che spesso vediamo ma non riusciamo a giustificare. I risultati sono importanti perché emerge che nella organizzazione studiata di 5.000 utilizzatori di Office 2007, la migrazione ad Office 2010 porta, secondo Forrester  ad un beneficio di 9M$ in 3 anni (risk adjusted) contro un costo di 1,6M$ con un payback di 5 mesi dell’investimento. Non a caso si studia il periodo di 3 anni perché è il periodo di innovazione di Microsoft, che ogni circa 3 anni lancia un nuovo Office, dove per Office ormai si intende la suite che comprende SharePoint.

Quali sono i principali benefici quantitativi misurati (valori senza risk adjustments)?

  • l’impatto del co-authoring con benefici stimanti in 6,7M$
  • l’impatto dell’uso del nuovo One Note con benefici per 2M$
  • l’impatto dell’eliminazione di video/foto editing tools di terze parti per 70k$
  • l’impatto delle altre nuove funzionalità insieme per 13M$

Ma perché questi grandi numeri: perché in questa tipologia di analisi entra sempre il “costo del lavoro” che è alla base degli studi di produttività. Il costo delle ore lavorate delle persone è un elemento che nel mondo anglosassone è rilevante nelle analisi economiche di investimento, quindi il risparmio in ore lavorate diventa beneficio economico evidente con l’utilizzo delle nuove tecnologie. In sintesi il messaggio finale è questo: se si innovano le tecnologie Office ogni 3 anni e si rinnova l’Enterprise Agreement con Microsoft, a cui vanno aggiunti i costi di deployment cioè di rinnovamento del software e hardware necessari per utilizzare i nuovi prodotti, i benefici sono ampiamente superiori e si ripagano in pochi mesi per organizzazioni di grandi dimensioni. Questo perché moltiplicare le ore risparmiate e valorizzate al costo del lavoro per il numero delle persone porta a grandi numeri.

E in Italia? Da noi purtroppo la produttività non è un elemento discriminante nelle scelte degli investimenti perché il costo del lavoro è considerato una invariante, anzi aumentare la produttività a volte crea problemi di organizzazione del lavoro perché ruoli e mansioni potrebbero cambiare aumentando di livello dal momento che i lavori più ripetitivi sono automatizzati. Quindi alle persone che paghiamo cosa facciamo fare se svolgono il lavoro troppo in fretta? Va da se che gli altri paesi aumentano il divario in produttività e noi andiamo sempre più indietro nelle classifiche internazionali. Questo modo di pensare purtroppo è molto più radicato di quello che si crede ed è il motivo per cui quando si analizzano gli investimenti in tecnologia si prendono in considerazione i costi ed i risparmi in software, hardware e consulenza, ma quasi mai l’impatto in risparmio di costi che questi investimenti potrebbero avere sulle persone. Le funzioni aziendali come AFC e HR dovrebbero entrare di diritto nelle scelte ICT per permettere di misurare il beneficio degli investimenti in innovazione e fare ripartire la produttività delle organizzazioni.

La intranet è uno degli investimenti che dovrebbe essere soggetta a questo tipo di studi preventivi e di  misurazione successiva per valutarne gli innumerevoli benefici e continuare con gli investimenti verso l’Enterprise 2.0.

Provare….per credere


E’ molto difficile per le persone comprendere a fondo cosa significa veramente lavorare in modo produttivo, utilizzando le ultime tecnologie dell’informazione. Non lo è per i dipendenti di Microsoft che ancora prima che esse siano disponibili sul mercato le utilizzano in versione beta e poi finale. La produttività nella gestione delle mail, nella ricerca ed analisi delle informazioni ed in tutte le altre 1000 micro attività giornaliere che tutti svolgiamo con le informazioni se supportate da strumenti aggiornati permettono alle persone non solo di lavorare meglio ma anche di raggiungere obiettivi di business più significativi e di amplificare il proprio impatto. Le organizzazioni che comprendono questo e non si limitano a fornire ai propri dipendenti applicazioni non integrate tra di loro acquistano immediatamente un vantaggio competitivo sui concorrenti. Ma come si fanno a comprendere a fondo le dinamiche della collaborazione e della produttività delle persone in azienda? A valutare correttamente gli investimenti e le aree da cui partire? Dove si provano queste tecnologie per capirne gli impatti? Finora si poteva fare solo in Mocrosoft ma con il programma Customer Immersion Experience (CIE) è stato creato un test drive completo e stimolante dove le aziende possono simulare l’impatto delle tecnologie sulla produttività delle persone, e questo in Italia oltre che in Microsoft a Segrate oggi è attivo un un partner di Microsoft che si chiama Blue Sof Consulting che ha realizzato la propria versione del CIE e l’ha chiamato bluEMP (Experience Microsoft Productivity). Scoprite di cosa si tratta qui e iscrivetevi all’esperienza.

Come dice Confucio : “dimentico quello che ascolto, ricordo quello che vedo, ma comprendo veramente solo quello che faccio”. Vi assicuro che in questo caso è molto azzeccato.

Osserviamo la BI in Italia con il Politecnico di Milano


dal 2008 uno degli osservatori più quotati relativamente alla Business Intelligence e non solo è sicuramente il MIP del Politecnico di Milano. Recentemente ho partecipato alla presentazione del rapporto 2010 e i risultati hanno definito trend consolidati in costante crescita al di sopra della crisi. L’incremento anno su anno degli investimenti in BI infatti è stato del 7% quest’anno ed una previsione intorno ll’8% nel prossimo triennio, secondo l’indagine. Evidentemente l’analisi dei dati e le simulazioni aiutano le imprese a navigare in questo mare turbolento, ma l’eccellenza ha ancora da venire. Il rapporto del 2010 si focalizza su alcuni settori verticali: Banking-Finance, Pharma-Sanità, GDO-Manufacturing ed utilizza, tra le altre metodologie quella del maturity model sviluppato per questo osservatorio nel 2008.

BI Basilare. Il primo livello identifica aziende che utilizzano solo funzionalità di query e reporting per accedere in modo flessibile e tempestivo ai dati contenuti nei DWH. I sistemi di BI risultano in prevalenza confinati in una sola funzione.

BI mirata. Il secondo livello corrisponde ad aziende che, pur essendo caratterizzate da un grado di pervasività limitato, con una funzione leader che utilizza gli strumenti di BI, si spingono all’impiego di business analytics.

BI integrata. Il terzo livello identifica aziende che fanno un uso pervasivo di strumenti di BI per la maggior parte delle funzioni aziendali, pur limitando gli strumenti utilizzati ai sistemi di business performance management.

BI strategica. Il quarto livello corrisponde alle aziende che hanno saputo trasformare i sistemi di BI in vantaggio competitivo, grazie a un impiego sia pervasivo sia intensivo con analisi di performance management e business analytics.

E’ interessante visualizzare, come emerge dal report del 2010, come i differenti settori, con le proprie caratteristiche peculiari si collochino a diversi  livelli di maturità, ma il 45% delle 80 aziende medio grandi analizzate si collochi nel quadrante della BI basilare. Il trend dei 3 anni di analisi evidenzia che i percorsi da questo quadrante a quello della BI strategica può essere duplice, o attraverso la BI integrata o passando per la BI mirata.

Nel 2010 solo il 16% delle imprese campione, appartenenti in prevalenza al settore Banking e Finance, si collocano nella BI strategica. Più consistente la presenza di imprese nel quadrante della BI integrata, pari circa al 26%, in questo caso con una marcata prevalenza di aziende dei settori Pharma-Sanità e GDO-Manufacturing.

Infine il 13% delle imprese ricade nel quadrante della BI mirata, con netta prevalenza del settore Banking e Finance.

Nel rapporto che trovate qui viene descritta anche una interessante visione prospettica degli investimenti nei prossimi 24 mesi, ….buona lettura.

La classifica delle migliori intranet 2010: SharePoint è “trendy”


La classifica stilata da Nielsen Norman Group, che quest’anno compie 10 anni, ha sempre una serie di informazioni interessanti per chi progetta le Intranet, ed il report del 2010 non rileva particolari sorprese. Anche quest’anno nessuna società italiana è tra i premiati, e come sempre le società tecnologiche svettano in cima alla classifica seguite da quelle della finanza.  I vincitori di quest’anno sono :

Enbridge, Inc., leader nel trasporto di energia e distribuzione in Nord America (Canada)
GE, azienda di  tecnologia diversificata, media e servizi finanziari  (USA)
Howard Hughes Medical Institute (HHMI), un’organizzazione senza scopo di lucro di ricerca medica (US)
Huron Consulting Group, una consulenza aziendale (USA)                                             J
et Propulsion Laboratory (JPL), un centro della NASA che gestisce la sonda robotizzata di esplorazione della terra, del sistema solare e dell’universo (US)
Il MITRE Corporation, un’organizzazione non profit, gestione di quattro federalmente finanziato la ricerca e lo sviluppo centri (US)
SCANA Corp., una società Fortune 500  holding net settore energia
Trend Micro, Inc., leader nella di sicurezza del contenuto su Internet (Giappone)
URS Internet Corporation, fornitore leader di ingegneria, edilizia e servizi tecnici per enti pubblici e aziende del settore privato (US)
Wal-mart Stores, Inc (Walmart), un rivenditore con più di 8.000 unità di vendita al dettaglio sotto 53 diversi banner in 15 paesi (USA)

I trend, che la ricerca evidenzia, invece sono legati al  miglioramento continuo della qualità delle Intranet. Molti di questi, tra i vincitori di quest’anno, sono continuazioni di tendenze a lungo termine, alcune di queste includono:

Uso frequente di SharePoint  (7 sui 10 vincitori)
– Utilizzo sempre più diffuso dei Template
– Organizzazione dei il flusso di lavoro editoriale per garantire la qualità dei contenuti; a Bridge, ad esempio, ogni pagina ha denominato proprietario del contenuto per premunirsi contro informazioni obsolete
– Nuovi e accattivanti notizie e canali di contenuti sulla home page
– Personalizzazione basata sui ruoli che permette agli utenti di concentrarsi sul contenuto e applicazioni più utili ai loro lavori
– Focus sul miglioramento della ricerca, con approcci di ricerca avanzata come la ricerca di persone
– Ampio uso di metodi di studio per l’usabilità
– Scarso utilizzo di metodi di ROI per valutare l’investimento, ma alcune esperienze interessanti come Trend Micro che risparmia 1,6 milioni di dollari all’anno per ospitare riunioni sulla propria intranet metriche

In sintesi abbiamo una meta-tendenza quest’anno: la progettazione di intranet è maturata e si utilizzano sempre di più content management ricchi di servizi e motori di ricerca creati per agevolare le persone nel loro lavoro e devo dire che non mi stupisce affatto che SharePoint sia in continuo crescente diffusione.

Provo a spiegarvi il Social Computing 10 di 10


Concludo la serie con un post che parla dei processi aziendali e dell’impatto degli strumenti Social sul loro livello di  produttività . Per fare questo parto da una bella riflessione di Steve Russell che scrive su www.endusersharepoint.com . Steve dice, ed io concordo, che nelle organizzazioni oggi ci sono dei vincoli all’aumento di produttività legati a modi di lavorare obsoleti che non hanno più ragione di essere con le tecnologie odierne e solo se si sbloccano questi ostacoli si aumenta veramente la produttività delle persone. I  blocchi che lui identifica sono i seguenti:

1. Operazioni ripetitive – Ripetizione delle attività: da un cliente, una transazione o un evento a un altro, l’automazione delle operazioni nei processi consente di migliorare la produttività.

2. Informazioni mancanti o incomplete – Tempi di attesa: ogni dipendente di un’azienda è connesso tramite processi aziendali e le dipendenze di informazioni tra i processi stabiliscono un collegamento tra i livelli di produttività.

3. Procedure e processi obsoleti – Modifiche e flessibilità: modifiche continue e impercettibili provocano l’esecuzione di passaggi e soluzioni ulteriori che è possibile gestire solo quando gli utenti sono in grado di amministrare e migliorare i propri ambienti di lavoro.

4. Scarsi stimoli – Riconoscimento dei risultati: le prestazioni di livello elevato devono essere riconosciute e premiate per motivare ogni individuo a esprimersi al meglio. La scarsità di stimoli e la mancanza di motivazione riducono drasticamente la produttività.

5. Lavoro da rieseguire o di bassa qualità – Risoluzione di problemi: quando si commettono errori, lo sforzo aggiuntivo per risolverli moltiplica da due a tre volte lo sforzo effettivo. Per migliorare la produttività, è essenziale eseguire correttamente il lavoro la prima volta ed evitare di commettere ripetutamente errori.

Sembrano scontati ma se ci pensate bene ogni nostra attività giornaliera è soggetta a questi vincoli che aumentano all’aumentare dell’organizzazione. Ebbene l’adozione di un ambiente SharePoint se utilizzato bene risolve tutti questi problemi ma in particolare la parte Social indirizza subito tre di questi e vi dico come:

Informazioni mancanti o incomplete: le informazioni sono spesso presenti nella rete di persone, colleghi e no che ci siamo creati. Con gli strumenti social questa rete è più facile da creare, estendere e contattare quando abbiamo bisogno di informazioni. ad esempio con il search trovo le persone esperte di una tematica che mi serve per terminare un lavoro o prendere una decisione.

Scarsi Stimoli: esistono stimoli e riconoscimenti nei social network, che vanno al di la della organizzazione aziendale, che gratificano le persone per contributi alla conoscenza collettiva che altrimenti non farebbero. Esempio, perchè dovrei spendere tempo a scrivere un blog? Perchè spesso mi sento dire, mi piace il tuo post e ti seguo, continua così. Se tutto questo è stimolato e valorizzato nelle organizzazioni con strumenti semplici e condivisi, l’intero patrimonio di conoscenza aumenta creando idee nuove e un vantaggio competitivo sui competitor.

Lavoro incompleto o di bassa qualità: la partecipazione ai Social network e l’utilizzo dei feedback addestra le persone a migliorare il modo con cui comunicano e lavorano perchè hanno diversi stimoli dai colleghi. Questo atteggiamento al lavoro abilità il miglioramento e la ricerca della qualità nella collaborazione con i colleghi al fine di ricercare indirettamente gli apprezzamenti.

Gli investimenti in Collaboration e Social computing sono sicuramente una frontiera nuova per la tecnologia nelle aziende ma tutte le esperienze viste finora dimostrano un aumento sensibile della produttività delle persone, velocità de business  e conseguente riduzione dei costi complessivi di processo  tant’è che tutte le aziende di successo hanno già realizzato reso disponibili queste applicazioni ai propri dipendenti, mentre spesso troviamo aziende che non sono riuscite ad emergere dalle situazioni di crisi anche perchè in passato non avevano investito sulla produttività in modo adeguato.

Provo a spiegarvi il Social Computing 9 di 10


Come ho descritto in un post precedente, il social computing non è alto che l’estensione dei sistemi di collaboration che stanno avendo il giusto successo nelle aziende in questi anni. L’infrastruttura centrale dei sistemi di collaboration è il portale, o la intranet come si voglia chiamare, ma fondamentalmente è l’insieme delle attività web svolte all’interno delle organizzazioni per gestire il patrimonio informativo e della conoscenza. Considerando che la conoscenza tacita non è codificabile e quindi, a differenza di quella esplicita che possiamo trovare nei documenti, appartiene alle persone, la scelta dell’infrastruttura di portale, su cui poggiare in sistema di conoscenza aziendale è una delle scelte più importanti dell’ ICT oggi. Se poi attraverso questa infrastruttura si veicolano anche le soluzioni applicative o meglio gli utenti stessi condivideranno le applicazioni, un po’ come avviene oggi nell’ambito dei social network. Forse mi ripeto ma è fondamentale per le organizzazioni dotarsi di un “gestionale” delle informazioni e dei processi destrutturati valido perchè su questo si gioca il vantaggio competitivo e la produttività oggi. Processi veloci, flessibili e poco costosi permettono di mantenere costi di gestione bassi e quindi i prezzi di vendita competitivi. Mai come oggi fare funzionare il proprio business a costi bassi significa essere in vantaggio sui concorrenti.  Nell’ambito di questo scenario la parte di Social collaboration è semplicemente quella parte che permette di essere flessibili subito e condividere apertamente le idee nell’ambito delle organizzazioni al fine di sfruttare al meglio il capitale umano. Gartner ritiene che per quanto riguarda l’infrastruttura di portale Microsoft abbia superato IBM con la versione 2010 di SharePoint, infatti contiene una infrastruttura per il social computing completa ed innovativa. Potete leggere il documento qui.

gartner portal quadrant