…e il “5 stelle” per le organizzazioni?


E’ incredibile come leggendo la politica sui giornali si concretizzino delle visioni che oggi sono realtà per molte persone, ma vengono ancora considerate come stranezze di cui si parla poco e con sospetto.

Faccio un esempio: io sono sempre stato favorevole alla TAV, spostiamo le persone più velocemente e facciamo più business. Quando recentemente ho sentito Grillo che diceva che è inutile fare grandi opere pubbliche costossime come la TAV in questo momento di crisi, e lo stesso continuare in un altro punto del programma parlando di sviluppare internet, ho riflettuto a lungo. Noi siamo ancora abituati troppo a ragionare con strumenti attuali senza vedere come potrebbero essere gli scenari futuri.

Se invece di investire per spostare le persone e le merci, l’energia e i soldi, provassimo ad investire per spostare informazioni, solo le merci indispensabili, e magari esportare beni prodotti in Italia all’estero, e cercassimo invece di investire veramente per sviluppare: energie rinnovabili, cibo a km zero, cultura digitale, creatività delle persone, operatività dei giovani (risorsa ora sprecata), istruzione, e sviluppo.

Siamo una società creativa, moda, arte, etc…non possiamo ostinarci a volere diventare come i tedeschi e realizzare grandi progetti tradizionali, noi siamo forti nella visione, nel design, nelle idee, invece ci ostiniamo a volere fare i finanzieri e basare lo sviluppo sulla copia dei modelli che ci impongono gli anglosassoni.

Parliamo degli strumenti che abbiamo, ad esempio tanti giovani che vogliono lavorare, strumenti digitali per farli lavorare, collaborare anche a distanza…eppure le aziende, come la politicha sono ancora gestite da persone anziane che spesso non riescono ad avere il tempo per comprendere le dinamiche delle persone che lavorno con loro e le potenzialità produttive che i giovani avrebbero se fossero utilizzati adeguatamente.

Come possiamo rendere la nostra società più produttiva? con una metodologia di cambiamento che si chiama “Reverse Coaching”.

Noi partiamo sempre dal pesupposto che le persone con più sperienza debbano insegnare ed i giovani imparare. In questo periodo di cambiamento in cui tutta la società e e le azinede devono cambiare approccio al business sono proprio i giovani che hanno gl istrumenti, quelli che recentemente si sono sviluppati, per affrontare il cambiamento ed il futuro.

Bisogna accelerare il cambio generazionale nelle aziende, ma questo non significa far entrare i figli in posizioni di comando perchè potrebbero non essere adatti. Cerchiamo manager giovani? affianchiamo i giovani impiegati di talento ai manager anziani e aiutiamo questi ultimi a comprendere le nuove dinamiche comportamentali. Usiamo la creatività della nuova generazione non sottopagandola, ma coinvolgendola in progetti di cui essi diventano proprietari e responsabili e noi “Advisor”.

Il modello di società di business a cui siamo abituati oggi, nasce da presupposti della rivoluzione industriale e le organizzazioni spartono da quelle sviluppate per realizzare le grandi ferrovie americane o la fabbrica delle automobili Ford. Il modo è cambiato completamente e le organizzazioni continuano a funzionare come 50 anni fa, tranne poche.

Per cambiare i processi e le persone è necessario investire molto in processi competenze e tecnologia. Perchè oggi è differente:

  1. La tecnologia è tutta disponibile dal mondo consumer
  2. I processi possono essere semplificati con un buon Marketing
  3. Le persone possono lavorare in modo più produttivo se utilizzano nuove competenze adeguae ai processi ed alle tecnologie contemporanee.

Una azienda, per fare questi cambiamenti ha bisogno di un investimento in consulenza oppure fare leva su risorse interne. Il coaching con le risorse interne costa meno ed è atrettanto efficace se gestito bene.

Proviamo a vedere le cose sotto una prospettiva rovesciata e troveremo la strada per l’uscita da questo periodo rivoluzionario.

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Una occasione unica per presentare le proprie competenze e soluzioni, nel panorama Microsoft


Technicalconferences è la prima organizzazione italiana specializzata in conferenze di alto profilo tecnico sui prodotti Microsoft. Nel 2012 e 2013 il programma presentato è pieno di novità, anche per l’uscita di molti nuovi prodotti Microsoft. Da Windows 8 a SharePoint 2013, che arriva insieme a Office come le ultime volte, l’organizzazione ha creato un formato di conferenze a pagamento vincente anche per il mercato italiano.

imageLa scelta di Technicalconferences è una scelta coraggiosa nel panorama economico attuale, perché le conferenze sono a pagamento e il prezzo della partecipazione è adeguato al livello della formazione che viene proposta. Si viene a creare però un circolo virtuoso che da un po’di anni fa si che alle conferenze partecipino sempre le persone che ci si aspetta, e con un livello di interesse nelle sessioni e nelle soluzioni presentate molto alto.

La formazione tecnica è indispensabile oggi più che mai perché solo attraverso l’innovazione si spezza il decadimento di produttività nelle aziende. La formazione tecnica su Microsoft è poi la più adeguata proprio per risolvere i problemi legati ai processi di collaborazione tra le persone che permettono di creare il maggiore valore e risparmio nelle nostre imprese.

Evento

Date di svolgimento

Windows Developer Conference 2012

23-24 Ottobre 2012

Windows Server Conference 2012

25-26 Ottobre 2012

SharePoint Future 2012

27 Novembre 2012

SharePoint & Office Conference 2013

5-6-7 Marzo 2013

Virtualization & Private Cloud Conference 2013

Fine Marzo 2013

Unified Communication Conference 2013

Aprile 2013

SQL Server & Business Intelligence Conference 2013

Maggio 2013

imageTechnicalconferences ha scelto di catalizzare intorno ai singoli prodotti di successo di Microsoft un programma intero di conferenze dove i maggiori esperti italiani e internazionali spiegano ai partecipanti le migliori pratiche e soluzioni per utilizzare le nuove tecnologie. I partecipanti sono essi stessi esperti del settore che hanno una profonda conoscenza delle tecnologie presentate, e investono con le proprie aziende proprio per essere leader nel loro settore di competenza e servire al meglio il business con l’innovazione.

Da anno le conferenze tecniche di Technicalconferences hanno creato una comunità di esperti di alto livello sui prodotti Microsoft, grazie ai quali le aziende decidono i propri investimenti.

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Technicalconferences è un marchio creato da imprenditori del settore che hanno scelto di “studiare” continuamente anche all’estero l’innovazione nel mondo del software e delle applicazioni prevalentemente legati a Microsoft. Le loro società sono: 5DLabs S.r.l.,  ASPItalia,  DevLeap,  EventHandler S.r.l.,  Factory Software S.r.l.,  Gaia S.r.l.,  GreenTeam S.r.l.,  iCubed S.r.l.,  Loader S.r.l.,  ManagedDesigns S.r.l.,  Pialorsi Sistemi S.r.l.,  Pulsar IT S.r.l.,  SolidQ S.r.l.,  ThinkAhead S.r.l. .

Le conferenze hanno ognuna un proprio budget ed i propri sponsor investitori, che in base alla specializzazione iniziano il progetto della conferenza, il cui formato è strutturato, ma in continua evoluzione per accontentare le esigenze sia dei partecipanti che degli sponsor. L’obiettivo de conto economico di ogni conferenza è il pareggio di bilancio e la salvaguardia del valore dei contenuti e delle competenze. Questo differenzia questa organizzazione da tutte le altre. Non ci sono obiettivi di business legati alle conferenze ma la ricerca di sponsor e principalmente legata a due fattori:

  1. Offrire la stessa possibilità di presentarsi ad altre società del settore che hanno un alto livello di specializzazione nel settore specifico, ma non hanno partecipato al nucleo base di investitori che hanno creato l’organizzazione delle conferenze
  2. Il raggiungimento del pareggio di bilancio e la possibilità di offrire contenuti e logistica di alta qualità organizzativa avendo a disposizione maggiori fondi

imageLa struttura delle conferenze permette a chiunque di co-investire in questo progetto di divulgazione attraverso delle attività di Sponsorship che sono molto flessibili e possono essere concordate con me, Silvio Filippi, che appunto sono lo Sponsorship Manager di tutte le conferenze di Technicalconferences.

Il modello è “democratico” nel senso che ogni società del settore può inserire la propria comunicazione all’interno dei siti delle conferenze e alcuni possono anche presentare le proprie competenze in sessioni parallele o postazioni visibili dai partecipanti alle conferenze, che quindi possono interagire con gli investitori e gli sponsor durante le giornate di studio.

Per diventare Sponsor e sostenitore delle conferenze tecniche maggiori informazioni le trovate qui, ma non esitate a contattarmi a questo indirizzo sponsorship.manager@technicalconferences.it

Dai massimi sistemi ai servizi Cloud di uso quotidiano…come il telefono


E’ veramente stimolante vedere come la forza vendita di Vodafone abituata a offrire USIM e Telefoni prima mobili poi anche rete fissa e xDSL sta imparando in fretta a vendere anche servizi ICT “cloud” di Microsoft. L’offerta è stata integrata e il “disco vendita “ preparato con cura. Sono veramente grandi i benefici di questa offerta integrata, telefonia “cloud” e Servizi di collaborazione completi “cloud”. Peraltro i benefici descritti al cliente in fase di vendita della Rete Unica, sono simili in modo impressionante: la prima va a sostituire via web il centralino dell’azienda mentre quella di BPOS di Microsoft vanno a sostituire Exchange, o la mail pubblica, i costosi sistemi documentali e di archiviazione digitale, le sale conferenze  gestiti “in house” riducendo drasticamente i costi di rinnovamento e gestione, senza contare l’impatto nella riduzione degli spostamenti delle persone. Non mi stancherò ,mai di dire che siamo di fronte ad una rivoluzione. Io utilizzo giornalmente i servizi “cloud” di Microsoft e come me può farlo chiunque, e non vedo nessuna differenza con i servizi “aziendali” disponibili in Vodafone and esempio o in Microsoft stessa. Come dice un collega del Marketing di Vodafone alle presentazioni: questa è la democrazia nell’ICT. Le piccole e micro aziende possono finalmente avvalersi della stessa infrastruttura delle grandi aziende per aumentare la loro produttività e uscire dalla schiavitù di tecnici “cantinari” che le costringono a spendere inutilmente soldi in applicazioni personalizzate come da artigiani dell’informatica che creano schiavitù. Spero che le aziende piccole che formano in substrato economico italiano lo capiscano in fretta, abbonandosi ai servizi di Microsoft e Vodafone risparmiano veramente i costi dei loro fornitori abituali e soprattutto ottengono un servizio paragonabile a quello delle grandi aziende italiane e multinazionali per fare business. E’ una rivoluzione che renderà inutile e costoso il software pirata e l’open source perché rendendo i servizi di collaborazione e nella nuova versione l’Office uno strumento alla portata di tutte le tasche non giustifica più sprecare tempo in inefficienza utilizzando  sistemi non professionali, non pensati per le aziende.

Amo fare questo esempio durante i corsi ed agli eventi: io posso anche scegliere di farmi fare il 740 da un amico gratis o farlo da solo guardando le istruzioni su Internet, ma la sicurezza del risultato che vorrei per il mio business mi giustifica la spesa del commercialista. Perché non c’è da parte di molti imprenditori la stessa attenzione per i servizi informatici? Forse perché fino ad ora costavano troppo e non si comprendeva la loro necessità e importanza per il business. Abbassandone i costi società come fanno società tipo  PC30, nata nel 2003 in Francia e diventata leader nell’assistenza informatica low cost a distanza, o come fa Microsoft con MOS (Microsoft Online Services) tutti gli imprenditori che vogliono innovare hanno oggi le risorse per farlo senza scuse.

QUI potete trovare le informazioni commerciali del servizio e anche una guida per attivarlo online. Sembra tutto alla portata di ogni azienda in  Italia, ma non è così, almeno per il momento perché solo alcune agenzie Vodafone stanno vendendo questa offerta e solo alcuni venditori hanno cavalcato la novità. Tra qualche mese l’offerta sarà estesa a a tutte le agenzie e chiunque potrà affiancare al centralino virtuale di Vodafone il più evoluto sistema di collaboration di Microsoft con un canone mensile accessibilissimo.

Come vedete gli effetti sui prodotti e servizi commerciali con la tecnologia cloud diventano veramente “computing” come energia elettrica. Fino ad oggi per avere le stesse cose dovevo mettere in casa licenze ed hardware per gestire almeno 3 server, e abbonarmi ad un servizio che è online dal 1995. Ora mi abbono a VRU Mail e Collaboration e oltre al Centralino, l’xDSL, i cellulari ho anche Exchange, OCS, SharePoint e Live meeting. Ecco la rivoluzione realizzata…da Microsoft per ora mentre gli altri continuano a disquisire sui massimi sistemi: cloud o non cloud ? Privacy? sarà veramente il futuro?

Quando i prodotti arrivano al supermercato il futuro è realizzato. Grazie Vodafone e Microsoft.

Dai canali di comunicazione alla piattaforma, una sfida per HR


Un anno fa in occasione della preparazione alla SharePoint conference 2010 di Marzo scrivevo questo post che riporto integralmente;

…..

Documenti, documenti, documenti,……e quindi “gestione documentale”, problema da risolvere; ma siamo sicuri che tutta la nostra conoscenza e le informazioni debbano essere contenute in documenti? Oggi che la conoscenza planetaria è sul web, nelle nostre povere organizzazioni di business siamo sommersi da documenti, ma anche mail, fogli excel etc… Poco importa se sono cartacei o digitali, anche se la gestione dei documenti digitali è di gran lunga meno onerosa, quello di cui non riusciamo a liberarci è la “conoscenza documentale”.  (altro…)

Allineare ICT al Business: missione impossibile?


Colgo lo spunto della CIO survey di Net Consulting presentata ormai qualche mese fa (Settembre 2010) ma più che mai attuale per parlare di un tema che mi sta da sempre molto a cuore. L’allineamento delle scelte di investimento ICT al Business. vediamo innanzitutto cosa emerge dalla survey

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Al primo posto nelle priorità dei CIO nel 2010 è “finalmente” l’allineamento delle strategie al Business, mentre nel 2009 al primo posto c’era ancora un tema ICT come la virtualizzazione. In realtà conosco molte aziende che sono ancora nel bel mezzo del piano di consolidamento e e virtualizzazione ma diciamo che il trend dell’allineamento è rilevante per quelle aziende più innovatrici che hanno saputo negli anni scorsi risolvere i problemi di infrastruttura obsoleta e creare una solida base per ripartire con i servizi di business veramente utili alle persone invece che auto referenziarsi con i soliti investimenti da esperti in camice bianco.

Ma vediamo in pratica cosa significa

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Innanzitutto emerge prepotente il tema dell’analisi dei dati, della Business Intelligence, che insieme al CRM  ed al Content Management rappresentano le principali crescite di investimento dal 2009 al 2010. Le aziende do ogni dimensione stanno prendendo coscienza che il mondo delle informazioni va gestito, analizzato e da esso si possono trarre molti vantaggi competitivi sui concorrenti. SharePoint 2010 che è uscito proprio a metà del 2010 possiede una suite completa per l’analisi e la visualizzazione dei dati ed il CRM di Microsoft è costruito su base documentale SharePoint ed integrato con Office. A settembre inoltre Gartner posiziona SharePoint come migliore infrastruttura di portale, Allineare ICT al Business vuol anche dire dare finalmente alle persone che lavorano dei servizi semplici e familiari e integrati nel mondo di Office, non fornire applicazioni frammentate che risolvono ognuna un solo problema e costringono le persone ad imparare diversi tool informatici per svolgere il proprio lavoro. Da anni i “tecnici” per mantenere il proprio ruolo, si complicano la vita e complicano la vita agli “utenti” con scelte costose e complesse da gestire. Ora che abbiamo più tecnologia semplice ed efficace a casa che in ufficio, i budget dell’ICT negli Stati Uniti sono addirittura rigirati in buona parte al business che può liberamente scegliere device e soluzioni all’interno di un portafoglio gestito dall’infrastruttura con un buon grado di libertà. Allineare ICT al business significa anche attrezzare l’ICT per seguire la variabilità e velocità delle scelte di business che sono necessario per essere competitivi, che spero facciano tramontare definitivamente le risposte dei “tecnici” del passato che di fronte alle richieste del business rispondevano con un secco “non si può fare”.

Impatto economico di Office 2010


Better together, meglio insieme dice Forrester di Office 2010 e Sharepoint e lo dimostra anche in uno studio di cui trovate qui la presentazione. In sintesi la società di analisti americana ha applicato la sua metodologia TEI (Total Economic  Impact) che consiste in:

  • raccogliere le informazioni dalle ricerche di mercato
  • intervistare le persone di prodotto di Microsoft
  • intervistare in profondità persone di 7 organizzazioni che utilizzano Office 2010 a partire dalla versione beta
  • creare un modello organizzativo che raggruppa le caratteristiche rilevate insieme e popolare il modello finanziario collegato
  • finalizzare i report sui costi e benefici emergenti dal modello finanziario costruito sulle interviste e raccolta dati nelle organizzazioni che usano Office 2010

Questa metodologia forse è l’unica che permette di rappresentare economicamente in modo abbastanza oggettivo le quantità che emergono dal risparmio qualitativo in produttività che spesso vediamo ma non riusciamo a giustificare. I risultati sono importanti perché emerge che nella organizzazione studiata di 5.000 utilizzatori di Office 2007, la migrazione ad Office 2010 porta, secondo Forrester  ad un beneficio di 9M$ in 3 anni (risk adjusted) contro un costo di 1,6M$ con un payback di 5 mesi dell’investimento. Non a caso si studia il periodo di 3 anni perché è il periodo di innovazione di Microsoft, che ogni circa 3 anni lancia un nuovo Office, dove per Office ormai si intende la suite che comprende SharePoint.

Quali sono i principali benefici quantitativi misurati (valori senza risk adjustments)?

  • l’impatto del co-authoring con benefici stimanti in 6,7M$
  • l’impatto dell’uso del nuovo One Note con benefici per 2M$
  • l’impatto dell’eliminazione di video/foto editing tools di terze parti per 70k$
  • l’impatto delle altre nuove funzionalità insieme per 13M$

Ma perché questi grandi numeri: perché in questa tipologia di analisi entra sempre il “costo del lavoro” che è alla base degli studi di produttività. Il costo delle ore lavorate delle persone è un elemento che nel mondo anglosassone è rilevante nelle analisi economiche di investimento, quindi il risparmio in ore lavorate diventa beneficio economico evidente con l’utilizzo delle nuove tecnologie. In sintesi il messaggio finale è questo: se si innovano le tecnologie Office ogni 3 anni e si rinnova l’Enterprise Agreement con Microsoft, a cui vanno aggiunti i costi di deployment cioè di rinnovamento del software e hardware necessari per utilizzare i nuovi prodotti, i benefici sono ampiamente superiori e si ripagano in pochi mesi per organizzazioni di grandi dimensioni. Questo perché moltiplicare le ore risparmiate e valorizzate al costo del lavoro per il numero delle persone porta a grandi numeri.

E in Italia? Da noi purtroppo la produttività non è un elemento discriminante nelle scelte degli investimenti perché il costo del lavoro è considerato una invariante, anzi aumentare la produttività a volte crea problemi di organizzazione del lavoro perché ruoli e mansioni potrebbero cambiare aumentando di livello dal momento che i lavori più ripetitivi sono automatizzati. Quindi alle persone che paghiamo cosa facciamo fare se svolgono il lavoro troppo in fretta? Va da se che gli altri paesi aumentano il divario in produttività e noi andiamo sempre più indietro nelle classifiche internazionali. Questo modo di pensare purtroppo è molto più radicato di quello che si crede ed è il motivo per cui quando si analizzano gli investimenti in tecnologia si prendono in considerazione i costi ed i risparmi in software, hardware e consulenza, ma quasi mai l’impatto in risparmio di costi che questi investimenti potrebbero avere sulle persone. Le funzioni aziendali come AFC e HR dovrebbero entrare di diritto nelle scelte ICT per permettere di misurare il beneficio degli investimenti in innovazione e fare ripartire la produttività delle organizzazioni.

La intranet è uno degli investimenti che dovrebbe essere soggetta a questo tipo di studi preventivi e di  misurazione successiva per valutarne gli innumerevoli benefici e continuare con gli investimenti verso l’Enterprise 2.0.

Provare….per credere


E’ molto difficile per le persone comprendere a fondo cosa significa veramente lavorare in modo produttivo, utilizzando le ultime tecnologie dell’informazione. Non lo è per i dipendenti di Microsoft che ancora prima che esse siano disponibili sul mercato le utilizzano in versione beta e poi finale. La produttività nella gestione delle mail, nella ricerca ed analisi delle informazioni ed in tutte le altre 1000 micro attività giornaliere che tutti svolgiamo con le informazioni se supportate da strumenti aggiornati permettono alle persone non solo di lavorare meglio ma anche di raggiungere obiettivi di business più significativi e di amplificare il proprio impatto. Le organizzazioni che comprendono questo e non si limitano a fornire ai propri dipendenti applicazioni non integrate tra di loro acquistano immediatamente un vantaggio competitivo sui concorrenti. Ma come si fanno a comprendere a fondo le dinamiche della collaborazione e della produttività delle persone in azienda? A valutare correttamente gli investimenti e le aree da cui partire? Dove si provano queste tecnologie per capirne gli impatti? Finora si poteva fare solo in Mocrosoft ma con il programma Customer Immersion Experience (CIE) è stato creato un test drive completo e stimolante dove le aziende possono simulare l’impatto delle tecnologie sulla produttività delle persone, e questo in Italia oltre che in Microsoft a Segrate oggi è attivo un un partner di Microsoft che si chiama Blue Sof Consulting che ha realizzato la propria versione del CIE e l’ha chiamato bluEMP (Experience Microsoft Productivity). Scoprite di cosa si tratta qui e iscrivetevi all’esperienza.

Come dice Confucio : “dimentico quello che ascolto, ricordo quello che vedo, ma comprendo veramente solo quello che faccio”. Vi assicuro che in questo caso è molto azzeccato.

SMAU 2010: Con la testa tra le nuvole e i piedi per terra


Tra Cloud e Kinect per Xbox, passando per Windows Phone 7, lo stand di SMAU presentato da Microsoft, “by the way” vicino al diretto competitor Google, è molto piacevole e “leggero”. Poco a che vedere con quello “classic red” con i piedi per terra di Oracle e quello finto innovativo di IBM. Una cosa che manca,  che invece troviamo presso  IBM è il marketplace delle idee, una bella fiera di incontro tra startuppers ed investitori che si svolge poco più in la. Molto seguita invece la televisione per developers, racchiusa in un acquario e piacevole da seguire anche per la “bella presenza” dei partecipanti:-). Qui i Microsoftee si sono improvvisati presentatori televisivi dei propri prodotti e considerando che è molto più facile parlare davanti alle platee, che davanti alle telecamere con le forti luci dello studio televisivo negli occhi, il risultato è buono. Di dubbia riuscita invece l’arena Microsoft che è stata riempita da ignari presentatori che citano a man bassa Google e usano Open Office, giusto sul pianerottolo di casa di altri. Speriamo che gli spettatori sappiano che Microsoft non ha avuto possibilità di discutere o scegliere i contenuti presentati nell’arena o almeno non notino la distonia tra l’ospite e gli ospitati. Mi aspettavo solo qualcosa in più su Office365, ma ci sta visto che, a parte la comunicazione, per il lancio c’è tempo.

per chi vuole leggere i post da 1 a 7 sul social computing


I miei post sull’argomento e sui temi di collaboration fino ad oggi sono qui .

Cambio blog da www.mclips.it a qui


Cambio blog, da ora scriverò qui, i miei blog passati li trovate su www.mclips.it cercando nella tag cloud Sharepoint o attraverso il mio sito www.silviofilippi.it. Ho da completare una serie di articoli sul tema social computing, e li pubblicherò qui. Continuate a seguirmi e buona lettura