Una via per la libertà esiste…


Prima di capire che serve una via per essere liberi, bisognarebbe avere la consapevolezza che siamo, tutti o quasi, schiavi del sistema economico e politico in cui viviamo, che qualcun’altro ha creato per i propri interessi.

Tutta la cultura occidentale si basa sulla fede nella bontà del sistema capitalistico per la ricchezza ed il benessere delle persone, ma già quando negli Stati Uniti si stava scrivendo la costituzione democratica si ponevano consapevolmente le basi per una struttura oligarchica della società. La proprietà privata, gestita come lo è oggi, alla luce di quanto sta sucedendo e su basi scientifiche può solo portare all’accumulo della riccheza in poche mani. Oggi 81 super ricchi del mondo possiedono 1/2 della ricchezza del pianeta. I fondi di investimento Blackrock, Vanguard Group, Fidelity,Capital Word, State Street, T Rowe Associates, Berkshire Hataway, Goldman Sachs, e pochi altri posseggono una ricchezza in aumento che nel 2011 valeva 650.000 miliardi di dollari. Per fare la giusta proporzione lo stesso anno il PIL del pianeta era di 75.000 miliardi di dollari, 1/10 della ricchezza finanziaria in mano ai principali fondi di investimento globali.

Se si considera che gli stessi fondi posseggono le società di rating, in gioco è fatto. Declassare, investire, arricchirsi, inflazionare, creare prodotti finanziari elaborati, distribuire ai ricchi partecipanti al gioco, è quello che sta succedendo negli ambienti finanziari, fuori da ogni controllo governativo, dal momento che gli stessi governi sono soggiogati dal debito creato dalla loro incompetenza.

Le iniezioni di liquidità, che creano bolle speculative, i derivati che aumentano la massa monetaria globale e che sono venuti alla ribalta con i “titoli tossici” sono attività finanziarie all’ordine del giorno, per creare ricchezza per pochi dal nulla. Tutti gli altri vedono solo le briciole di questa ricchezza e subiscono l’effetto finale che è l’inevitabile inflazione continua. I prezzi aumentano sempre, come mai non diminuiscono? Solo quelli della tecnologia diminuiscono perchè la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti crea un effetto virtuoso. Tutti i prezzi aumentano senza apparente necessità. Ogni anno per vivere abbiamo bisogno di più soldi, noi che siamo i servi della gleba del nuovo “capitalesimo” neologismo descritto dal libro omonimo di Paolo Gila (ed. Boringhieri 2013).

Film come IN TIME rappresentano bene questo fenomeno, con l’allegoria del tempo che ci manca per morire e che diminuisce continuamente, perchè con i minuti acquistiamo le cose che ci servono per vivere e siamo pagati per il lavoro. Ma il prezzo delle cose che ci servono aumenta sempre quindi la lotta contro il tempo che diminuisce verso la morte, nel film è una battaglia persa. Noi oggi conosciamo bene l’aumento del costo della vita. Questo ci

costringe a vivere con la testa bassa per lavorare senza pensare, mentre qualcuno gode della ricchezza che produciamo e quando crediamo di avere raggiunto un po di ricchezza anche noi, tutto aumenta, e scoppia qualche bolla, qualche crisi creata ad hoc ci rimette sulla strada della soggiogazione al nostro destino di schiavi.

Meno male che l’Euro ci ha dato stabilità, sembra, ma è evidente che è stato creato per agevolare i grandi fondi di investimento nella loro attività di controllo dei Governi e delle politiche continentali. Oggi L’Europa ed in particolare l’Italia sono soggiogate dal debito pubblico, ma non sono esenti altri paesi con economie avanzate. I fondi possono decidere liberamente quale paese fare fallire, dove creare bole specuative semplicemente spostando i flussi monetari con un computer. Tutti gli investimenti sono governati da software in telligenti che eseguono milioni di transazioni automticamente in cascata, quindi creare una crisi è questione di volontà e di un click. Le leggi di regolamentazione sono fatte da Governi, ma i governi sono “posseduti” o “soggiogati” da interessi economici quindi non può esistere la democrazia. I governi stessi devono vivere e lottare per difendere il paese dal debito, dai fondi stessi, e permettere a se stessi ed al proprio popolo di sopravvivere, non nanno risorse per creare benessere. Intanto il sistema capitalistico permette a pochi super ricchi di accumulare ingenti ricchezze e costringe gli altri alla povertà.

In questo articolo apparso sul settimanale l’Internazionale poco tempo fa viene descritta bene la situazione in cui viviamo http://www.slideshare.net/Silviofilippi/neodemocrazia-e-capitalismo. Non è l’unico scritto su questo tema. In realtà se cercate bene la rete, e la stampa internazionale sono piene di riflessioni sulla situazione attuale. I Italia si legge solo delle nostre beghe politiche e dell’Europa, ma da altre parti si discute di cose più fondamentali che ci toccano, se desideriamo veramente la libertà.

Io credo che un passo verso la nostra libertà sia comprendere, e poi agire con consapevolezza, cercando di vivere senza favorire ove possibile quelli che ci stanno soggiogando. Purtroppo più di questo senza una rivoluzione sociale non si può fare.

Una parte di autori che ci aiutano a comprendere la realtà in cui viviamo e ci rendono più liberi sono altre a Gilda, Jeremy Rifkin, Mark Buchanan, Von Mises (1900), il sito www.usemlab.com, Monia Benini, e tutti gli autori che scrivono su l’Internazionale di cui consiglio vivamente l’abbonamento.

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1 Commento

  1. Bello questo articolo

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