L’Italia è per Microsoft un laboratorio straordinario per il Cloud ma…


Questa settimana in Italia c’è Kevin Turner COO di Microsoft e ieri sul Sole 24 stampa si legge nuova notizia sulle potenzialità del Cloud Computing in Italia (qui l’articolo online), contemporaneamente ieri mattina stavo discutendo  di tutte queste opportunità con il responsabile di una società di servizi di assistenza dedicati alle piccole e micro aziende e si rifletteva sul fatto che molti dei suoi clienti hanno problemi di banda o addirittura sono praticamente isolati perché non arriva l’ADSL.

Un paese delle intenzioni e delle potenzialità che si scontra con i fatti, al di la delle dichiarazioni di intenti, che ultimamente sono riportate dai media, come le notizie sulla 100Mbps nelle grandi città, qui sotto vediamo come siano ancora pochi i capoluoghi di regione coperti da ADSL con velocità maggiori di 4 Mbps.

In realtà anche in questa analisi sono prese in considerazione solo le città principali. Se ci spostiamo nelle province la situazione è a macchia di leopardo e dipende dallo stato delle centraline Telecomitalia unico operatore che ha una diffusione veramente capillare. Fastweb sappiamo che copre solo le città e poco le provincie e altri operatori come Vodafone fanno riferimento alle reti Telecom e Fastweb.

Andando a vedere il primo rapporto sull’innovazione nell’Italia delle regioni presentato a Genova il 21 febbraio 2011, RIIR,  cito:

“…in Europa la Digital Agenda chiede ai Governi di impegnarsi per portare nei prossimi tre anni al 100% della popolazione l’accesso alla rete, e la banda ultra larga al 50% della popolazione con orizzonte 2020, come condizione primaria per realizzare quello sviluppo sostenibile…”

e questa è la situazione nelle regioni italiane

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Al di là dell’analisi del grafico che trovate sul rapporto è impressionante il commento che riporto integralmente, confrontando gli obiettivi ambizioni dell’Europa con quelli miseri e da terzo mondo ma purtroppo molto realistici dei politici del nostro paese.

“…portare la larga banda ad almeno 20 Mbps al 40% delle popolazione che attualmente deve accontentarsi di una banda inferiore, in prospettiva non sufficiente rispetto all’evoluzione dei servizi offerti. Nel corso del 2009 il piano governativo per la banda larga a 20 Mbps ha avuto alterne vicende e non è decollato….”

la frase si commenta da se.

Ma queste sono dichiarazioni di intenti che lasciano il tempo che trovano; la realtà è che le cablature Telecom sono obsolete, infatti da più parti mi raccontano di situazioni di usura rattoppi, mancanza di manutenzione anche in zone periferiche vicino alla grandi città industriali del Nord, figuriamoci dove non ci sono forti interessi economici  come nelle isole ed in generale al sud.

Io non sono  pessimista per natura, ma indubbiamente lo sviluppo del Cloud Computing in Italia va di pari passo con l’accessibilità ai servizi di Banda Larga e quindi con il rinnovamento dell’infrastruttura di rete fisica di Telecomitalia. Su questo tema racconto ancora un aneddoto che mi è stato riportato: due anni fa al TOSM di Torino Telecomitalia ha presentato Impresa Semplice e le soluzioni Cloud. Quando una persona del pubblico ha evidenziato ad uno dei referenti il problema delle cablature obsolete e della mancanza di connettività in molte zone periferiche, la risposta è stata: “…questo non è di nostra competenza…” inteso come gestori dell’offerta Impresa Semplice,…no comment.

Cosa resta da fare per le aziende che vogliono utilizzare l’offerta Cloud Computing perché per loro ha molti vantaggi ? Prima di avventurarsi su questo terreno strategico è bene che facciano un bel Check up di connettività delle location da cui dovrà fare accesso ai servizi e investano per ricevere adeguato servizio di banda. Le soluzioni ci sono, da quelle meno costose a quelle più costose, e  bisogna inserirle nel business case dell’adozione del Cloud, e considerare bene il tema della capacità di banda evitando di dare per scontata la sua presenza e affidabilità. Lo stesso vale se si hanno location estere in paesi emergenti (anche se molti hanno infrastrutture migliori dell’Italia), verificare sempre l’accesso e la banda disponibile, considerando che è l’elemento fondamentalmente critico di tutti i sistemi di Cloud Computing, e, mentre la sicurezza dei dati è ampiamente dibattuta e in parte risolta, di questo se ne parla troppo poco tra gli operatori ICT. E’ necessario cambiare l’approccio al tema “banda” se si vogliono utilizzare le opportunità del Cloud Computing: da voce di costo ad investimento; investire in banda per le aziende oggi è come inverstire nelle infrastrutture di base come magazzini, macchine produttive, accessibilità fisica con strade e autostrade etc…quindi a maggior ragione se si basa il proprio sistema informativo su servizi remoti, l’accessibilità ai servizi deve essere l’investimento primario. Ecco perchè, ad esempio, Vodafone, che offre i servizi di Collaboration nel Cloud di Microsoft collegati alla propria Rete Unica, per i clienti che li adottano richiede l’upgrade ad HDSL obbligatorio, onde evitare percezioni sbagliate di inefficienza dell’intero sistema per mancanza di connettività adeguata.

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