Microsoft Cloud crea 20.000 posti di lavoro in Irlanda…


Riprendo questa notizia segnalatami dall’amico Stefano Mainetti.

Ecco l’innovazione alle prese con l’economia reale! La finanza ha distrutto posti di lavoro creando le crisi, la tecnologia informatica si sta riprendendo in alcuni paesi creando  infrastrutture per la nuova generazione di Computing, quella che erogherà questa “energia computazionale” attraverso Internet così come oggi si eroga l’energia elettrica. Andando a vedere bene l’articolo però la speranza di un forte impatto occupazionale esiste anche negli altri paesi tra cui l’Italia; cito l’articolo “…Although 8,600 jobs would be created by the companies who push cloud computing, another 11,000 jobs are expected to be created by 2,000 new small and medium enterprises who will save money in infrastructure costs…” Cioè la maggior parte dei posti di lavoro saranno creati dalle società piccole e medie che risparmieranno in infrastruttura ICT e potranno essere più veloci e flessibili sul mercato investendo in persone invece che in server. E’ una vera e propria rivoluzione nell’approccio al business e soprattutto una riconversione generazionale nell’approccio alla tecnologia, ma secondo l’autore alla fine si creeranno molti più posti di lavoro di quelli che si perderanno in alcune aree di competenza.

Io credo che esperienze come quella che sto vivendo in questo periodo, cioè la distribuzione,  anche in Italia, dei servizi “Cloud” di Microsoft collegati all’offerta di rete Unica di Vodafone, vadano proprio in questa direzione.

Il “Cloud” è vicino alle persone ed alle aziende piccole e medie, che rappresentano il tessuto economico del nostro paese, è accessibile a tutti e chiunque può permettersi un servizio di comunicazione e collaborazione da “grande” azienda. L’esperienza della distribuzione di questi servizi evoluti su larga scala sta cominciando in Italia con Vodafone mentre in altri paesi come la Spagna e la Germania è già partita e sta avendo un buon successo. Speriamo che anche da noi le aziende siano sensibili all’innovazione per l’aumento della loro produttività altrimenti perderemo l’ennesimo treno per l’innovazione infrastrutturale e ulteriore produttività sarà lasciata agli altri paesi.

Noi ce la mettiamo tutta, ma a volte è proprio difficile spiegare l’innovazione e gli impatti positivi che essa può avere sul business a persone che non hanno più voglia di studiare e aggiornare le proprie conoscenze o si chiudono in condizioni di potere consolidato non considerando i costi reali del mancato rinnovamento.

Vi terrò aggiornati sugli sviluppi….intanto festeggiamo in questi giorni il primo cliente di questa offerta unificata Sorriso

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