Cloud Compunting anche nella …”Granda”


La “Granda” è il nome con cui viene chiamata dai cittadini della zona, la provincia di Cuneo e nel capoluogo la scorsa settimana ho presentato la strategia di Microsoft per il cloud all’Unione Industriale, insieme a IBM e Google di fronte ad una platea molto interessata di operatori ICT e non. La “Granda” non è storicamente una delle provincie più all’avanguardia nell’area delle nuove tecnologie e degli investimenti in innovazione ma devo dire che il caso presentato, la Lanutti di Madonna dell’Olmo, e l’interesse dimostrato dai partecipanti con richiesto di approfondimenti, lascia ben sperare che i servizi cloud, abilitando potenziali risparmi e svecchimento a costi e competenze accessibili delle infrastrutture, possa essere una nuova frontiera che proprio in zone come questa potrebbe avere successi insperati. Ovviamente bisogna fare i conti con la Telecom, ed in generale con la capacità di banda sul territorio che non è ancora sufficiente a detta degli operatori, ma il miglioramento di questo aspetto è preventivato. E’ stata una bella opportunità di confronto anche con IBM e Google e siamo riusciti a presentare in modo chiaro le diverse strategie che qui riporto:

IBM: tecnologia a tutto campo, per private cloud, public cloud, hardware software e servizi completi per le aziende che vogliono intraprendere questo percorso. I servizi pronti invece sono la gestione dei desktop remota con Tivoli, lo sviluppo di applicazioni, nel cloud e Lotus Live con i sui servizi di mail e collaborazione acquistabili con un buon livello di flessibilità per le diverse esigenze delle persone all’interno di una organizzazione. IBM non ha presentato casi specifici nella provincia di Cuneo, e ha posto enfasi sui servizi infrastrutturali e sulla consulenza per l’integrazione con i sistemi esistenti.

Google: con un bel caso Valeo di Mondovì, che però è stato deciso in Francia con l’aiuto di Cap Gemini, ha semplicemente descritto una realtà, il cloud, cheè  il fondamento della loro stessa esistenza come azienda e ha evidenziato la semplicità di utilizzo di queste applicazioni che le persone usano già a casa. Purtroppo la presentazione del caso Valeo è stata un po’ troppo lunga e dispersiva senza troppo evidenza dei motivi decisionali che hanno portato alla scelta. L’offerta è quella che conosciamo, semplice nella parte base, ma con una serie di servizi aggiuntivi a latere e completamente SaaS. Nessuna integrazione con i sistemi esistenti.

Microsoft: parlando per ultimo ho avuto la possibilità senza ripetere le informazioni di base sul cloud di evidenziare che anche per Microsoft, come ad esempio per Google, il cloud è una realtà che parte da lontano, da Hotmail, ed oggi con le tecnologie mature sono disponibili ed utilizzati i servizi di collaborazione a pagamento, con più di 40 milioni di utenti paganti nel mondo. Ho quindi descritto Office 365, la nuova versione che comprenderà anche il client Office con l’opportunità di usarlo nel browser o come oggi, pagandolo pochi euro al mese per persona in abbonamento. Questa nuova offerta con tutte le varie configurazioni di prezzo, bundle, per aziende piccole e grandi rispetto agli altri operatori ha una flessibilità molto superiore nella configurazione dei servizi giusti per ogni persona con ruoli diversi, al fine di raggiungere la spesa mensile in Business Productivity desiderata per la propria organizzazione. Ho anche citato gli altri servizi simili a quelli di IBM come inTune,  per la gestione dei desktop, il CRM online e Windows e SQL Azure le lo sviluppo di applilcazioni in cloud, per evidenziare come Microsoft abbia fatto una vera e propria scelta di campo di portare tutta la propria offerta nel cloud.

Il confronto è stato molto aperto è corretto, tranne un infelice intervento del responsabile dell’offerta Lotus Live sul solito tema Office Desktop con il fine di dimostrare che si può vivere senza perchè loro ad esempio usano il gratuito Simphony  (tipo Open Office), al che ho rimarcato che sicuramente IBM ha tutti i servizi di comunicazione e collaborazione che servono per lavorare in Lotus, e che in Microsoft questi stessi sono in Office quindi non è corretto dire che si può fare senza, l’unica parte che si potrebbe togliere sono le funzionalità di authoring evolute, ma questo con le Office Web Application a basso costo sono state limitate a quelle base.

In sintesi con l’offerta cloud sia Microsoft che IBM cercano di flessibilizzare la spesa dei propri clienti adattandola alle reali necessità di computing, mentre Google ha una offerta all inclusive a basso costo che però lascia fuori servizi di integrazione con le applicazioni esistenti che costano in realtà molto. Microsoft è comunque l’unica che ha servizi di integrazione semplici e inclusi nel prezzo.

Il cloud che è arrivato nella “Granda” dimostra comunque quanto sia grande l’interesse per queste offerte e molte realtà anche in Italia l’hanno già adottato. Un bell’esempio di utilizzo lo trovate qui nel caso dell’ospedale il Bambin Gesù di Roma.

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